Friday, 10 April 2009

Never mind the editing strikes back - repetita juvant?

By now I guess it's quite clear I hate translating recipes. Though yes, they're an excellent source of editing horrors to post. Here's another one.

- put sesame seeds into a frying pan and toast until golden brown CHECK
- into another pan, add oil, millet and sesame seeds CHECK
- once seeds are brown (again???), add oil and millet I BEG YOUR PARDON?

I'm beginning to think that highlighting mistakes in recipes is like aiming at a sitting duck. Quack-quack.

3 comments:

langueparole said...

Ciao Ilaria!
sai qual'è il fatto? è che spesso chi scrive ricette in fase di editing aggiunge e toglie pezzi senza rendersi conto delle incongruenze che crea. Scrivere ricette sembra banale, ma in realtà, al di là del dover produrre qualcosa che sia poi, una volta realizzato, anche mangiabile, è necessario fare assolutamente attenzione a due elementi fondamentali:
1) che gli ingredienti indicati ed elencati prima di spiegare i vari passaggi corrispondano poi a quelli usati nella preparazione. Non hai idea di quante volte mi sia capitato, facendo l'editing intendo, di trovare ingredienti "fantasma", che prima c'erano e poi non c'erano più, oppure che prima non c'erano e apparivano all'improvviso!
2) che i passaggi della preparazione siano in effetti sequenziali. Se si rispetta questo punto, anche le incongruenze tendono a diminuire... o a scomparire!

Comunque in effetti questi sono questioni alle quali dovrebbe pensare l'autore e/o l'editor, non certo il traduttore!

ciao!

Marina

ilaria said...

Hai proprio ragione e, come sottolinei, curare la forma e la congruenza del testo originale sarebbe compito dell'editor (come sarebbe compito dell'autore fornire un testo decente, d'altro canto), ma tant'è che in alcune occasioni ricade sul traduttore.
A peggiorare le cose, mi sono capitate ricette copiate paro paro da siti Internet amatoriali, senza l'ombra di editing.
Quella degli ingredienti-fantasma è una barzelletta con cui ho avuto a che fare anch'io. Il titolo prometteva una cosa che nella ricetta non c'era... e così tu che magari avevi già l'acquolina dovevi ingoiare e inventarti un altro titolo! Per non parlare poi di titoli che promettevano una cosa e ingredienti che ne riportavano un'altra! :-)
Quale consolazione, se non quella di trasformare un libro sciatto in uno dignitoso? ;-)

langueparole said...

Orrore! mi sono accorta di aver scritto qual è con l'apostrofo! chiedo scusa!!! :-)
comunque hai ragione, la soddisfazione sta proprio nel vedere il testo assumere una forma dignitosa!

Marina